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POESIA

 

 
 
PILLOLE DI ME

POESIA

Amo il verso essenziale, l'epigramma. I frammenti di Rebora. La letteratura futurista. Pirandello. Alda merini.Dino Buzzati.

ACQUA, FIORI e NUVOLE

L'acqua, tanto occupa alcune mie opere. Come pioggia e temporale nel bosco, con i suoi profumi dopo la notte.Come ruscello, cascata,incontro di luci e di suoni.
L'acqua come specchio, luogo segreto dove guardare dentro se' stessi; come elemento magico e risorsa essenziale della vita dell'uomo.

Fiori giganti e una seggiolina piccola piccola, rappresentano la mia visione del mondo e dello spazio, dove l'uomo terreste si congiunge allo spirito più evoluto attraverso la natura. Il fiore rappresnta un miracolo, la vita.

Le nuvole, macchie di colore bizzarre appaiono e scompaiono nelle mie tele così come i pensieri, rimasti denza risposta e le cose senza un senso compiuto.
Sempre sulle nuvole posso stare sospesa momenti lunghi lontano dal rumore,vagare con la mente in libere associazioni di pensiero.

FIABE

Ieri come oggi mi appassionano le fiabe: Il bosco incantato, gli gnomi, le fate, i folletti. L'unicorno, ma anche la strega. Mi affascinano il mistero, l'incantesimo. Il sogno come possibile, insospettabile realtà.Il tramonto del sogno e il verde acceso surreale di un prato dopo la notte. La natura è sempre metafora del sentire ed accesso ad un luogo magico.

ARCHETIPI

Turner è stato il primissimo amore; vagavo per la National Gallery acciecata dalla luce delle tele. Così realistiche e insieme fuori dal tempo.Poi Monet, Kiefer, Pollock,Picasso, Richter, Sottsass,Prouvost...

ABSTRACTISM

Il bisogno di affidare tutto alla casualità. Imparare dalla casualità. Lasciare forma e contenuti nell'astratto. Entrare nel vortice fluttuando nella materia, l'invisibile, il backstage, il non detto; l'essenziale potere di uno stato d'animo rappresentato.

OGGETTI

Gli oggetti sono i miei strumenti di lavoro, amo trasformali cambiando il punto di vista, assecondando il lato bizzarro della mente creativa; sono esperimenti di fantasia rapportabili alla realtà e in grado di modificare la percezione della medesima.Essi sono simbolicamente il punto di svolta, le chiavi d'accesso ad un nuovo scenario.

LE MIE POESIE

Pioggia senza temporale


Fili d'acqua uniscono la terra al cielo.
Odo la pioggia inesorabilmente scendere
tra le note invisibili di corde bagnate.

Poesia edita nell'Antologia Le parole degli Altri, GL Editore 2010



Silenzio

Scende il suono del tempo, senza eco.
Come un lamento si disperde il gracchiare di uccelli caduti in volo.

Poesia edita nel catalogo personale di opere e poesie, Stelle senza lato, MMC Edizioni, 2008.



Devotion

Seduti intorno alla tavola
in una danza circolare al sacro fuoco
ascoltiamo attenti, messaggeri di angeli.

(Dicembre 2011)


Sogno

Sogno leggero in acqua mossa. Sogno turbato.
Sogno sfumato nel mare dei miei pensieri.

Sogno perso nel nulla dei non ricordi
sogno senza sguardo, sogno d'Oriente.

Tonfi sordi, passaggi di navi, traguardo lontano,
dietro la mente. Sogno foriero di presagi.

Poesia selezionata tra i vincitori, Concorso letterario Tenuta Pernice 2010


Preghiera

La nebbia scende lentamente sull'erba.
Inquieta anima che fuggi, quando ti placherai?
Salendo la collina della mia preghiera
già la sera mi sorpassò, nella ventata raccolta e fredda di novembre.

(Novembre 2011)


Movimento perpetuo

Le onde corrono come scimmie con le braccia lunghe a scavalcare il tempo
e le mie idee.
La vita che scorre nell'eternità che sovrasta.

Poesia legata al quadro "Movimento perpetuo" Rassegna collettiva Le Surrealisme, Parigi, Galerie art et Miss 2007.


Nuove poesie

Nella polifonia orchestrale di insetti lascio i miei pensieri.
In questo sentiero di rose mi spoglio dei miei vestiti.
Nuove poesie, nuovi incontri.

Poesia legata al quadro "Incontri", premio giornalistico in occasione del Solstizio d'estate, Relais Cascina Scottino, a cura di Luigi FranchI. (giugno 2009)


Senza titolo

Lungo l'oscura valle addormento ogni mio dubbio,
là dove la luna sale, svelta nel cielo
a risucchiare ogni bagliore di follia.

(dicembre 2010)

HIGHLIGHTS

Cosa produce una guerra?

Lacerazione, è il primo pensiero. Scorrono davanti agli occhi immagini che, per noi, sono esclusivamente mediatiche:di fronte all’orrore pensiamo sempre che è là, lontano, che noi siamo in salvo.
Da oltre sessant’anni non c’è più guerra in Occidente, il periodo più lungo della storia, e questo ci porta a pensare che non accadrà più.
Ma è sempre utile non dimenticare e, anche per questo, va apprezzato il lavoro che l’artista Brigitta Rossetti ha realizzato per L’Izimir Internatinal Turkey Biennal.
Il tema della violenza nella guerra che avviene ad occhi chiusi è rappresentato nelle opere dell’artista da piccole sculture e dipinti che richiamano sudari: corpi bendati, lasciati nella distruzione e coperti da un lenzuolo o lasciati bruciare tra gli stracci. Osservandole il pensiero va ai volti di chi si ama, che qui non appaiono, coperti dal sudario; chissà se potrà risorgere mai?

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- Bandaged Face -


Ma, nel silenzio che le opere impongono, improvvisamente ci si rende conto che anche il rumore della guerra, quel sordo costante boato, precipita nel silenzio più totale e irreversibile.
La guerra disperde, allontana, separa inesorabilmente, sembrano dire quelle forme indefinite poggiate su basamenti che rimandano ai luoghi in cui sei chiamato a riconoscere il volto di un parente o di un amico, morto in circostanze solitamente terribili.

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- Burned Eyes -


Le voci dei bambini, la voce del cuore non si sente più. Si perdono le forme delle cose, i colori,  la propria casa, i propri sogni, i propri figli, la propria appartenenza al mondo!
Ma la guerra è anche, paradossalmente, umanità: nei periodi di distruzione, nel dramma la gente si aiuta di più che in tempo di pace. Ecco allora che dalle opere di Brigitta Rossetti emerge il lato b: capovolgendo la base su cui poggia il sudario emergono dei dipinti che trasmutano il dolore in speranza, attraverso un fiore.

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- The Shroud -


Guardando con più attenzione scopriamo delle rose che hanno la potenza di emergere dagli schizzi di sangue, dai corpi deformi, dal sordo costante boato della guerra. Da queste opere emerge il messaggio esplicito che l’artista vuole lanciare: non è giustificabile essere una civiltà dove il vanto della storia è ancora quello della conquista, ancora quello del prezzo della vita umana.

C’è un’altra strada che si può percorrere, costruiamola insieme, per congiungere e convivere tra i popoli di tutto il mondo.

Luigi Franchi e Brigitta Rossetti




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